Le dispense in arte povera sono i mobili alti da cucina, con porte, cassetti e un ripiano per ogni anta, anche nella versione con la ribalta che fa da piano di lavoro. Stanno bene accanto alla cucina in muratura come in sala da pranzo, dove si accompagnano alle credenze.
Le dispense della sezione si dividono in due famiglie. Le più alte fanno da armadio della cucina: la dispensa 4 ante arriva a 200 cm, con sei cassetti e un ripiano per ogni anta, e la dispensa grande è larga 128 cm, con le grate e i cassetti a vista. Le altre stanno fra 145 e 170 cm e lasciano sopra un piano d’appoggio: la dispensa 2 ante con le grate e tre ripiani, la dispensa 1 anta 4 cassetti con le stelle intarsiate e la dispensa da cucina con due ante a vetro e sei cassetti.
Dove lo spazio è poco c’è la dispensa con ribalta: larga 55 cm e profonda 37, apre al centro un piano su cui appoggiarsi. Subito dopo, per larghezza, viene la dispensa da cucina, 65 cm, alta 145.
Sono in legno massello con finitura noce, e nella sezione si vedono anche due varianti: una dispensa in arte povera laccata bianca e una bicolore, laccata e noce. Si ordinano su catalogo, e su richiesta si possono modificare misure e finiture: oltre al noce, ogni modello si può avere decapé o colorato, come i mobili laccati in arte povera.
Nello showroom di Calco, in provincia di Lecco, si scelgono insieme modello, misure e finitura: fissa un appuntamento e porta la misura della parete. Accanto alla dispensa, in sala da pranzo, stanno bene le credenze.
Il vocabolario Treccani dà a dispensa prima di tutto il senso di distribuzione, l’atto di dispensare ad altri, e solo dopo quello di mobile della cucina, o di un piccolo locale vicino alla cucina, dove si tengono le provviste. Il mobile ha preso il nome dall’uso: è il posto da cui si distribuiva quello che serviva per la giornata, e le dispense in arte povera ne conservano la forma, alta, profonda il giusto e piena di cassetti.