I tavoli in arte povera sono rettangolari, quadrati o a frattino, fissi oppure allungabili con le prolunghe che restano dentro al piano. Le misure vanno dal tavolo da cucina a quello da sala, e la scelta si chiude insieme alle sedie.
Si parte dal numero di persone nei giorni normali e in quelli di festa, perché quasi tutti i modelli si allungano. Il tavolo rettangolare allungabile passa da 160 a 240 cm con due allunghe, il tavolo allungabile a 340 cm arriva a 340 con quattro, e il tavolo con 4 allunghe, lungo 180 cm, arriva a 360, e il tavolo su due colonne arriva a 4 metri. Per una cucina ci sono i quadrati: quello con cassetto, 110 per 110, e quello a libro, che da 100 per 100 si apre a 200, e c'è il tavolo da cucina in cinque misure.
Per il centro della stanza ci sono i rotondi, da 100 o 120 cm di diametro: quello a colonna poggia su un solo piede, quello con le gambe a sciabola ne ha quattro. Fra gli ovali, il tavolo ovale compatto chiuso è lungo solo 90 cm e aperto arriva a 225, mentre quello più grande va da 160 a 295.
Poi conta lo spazio quando il tavolo è chiuso. Il tavolo a pilastri è profondo solo 55 cm e si apre a 110, e il tavolo consolle a libro sta contro il muro come una consolle. Ancora più sottili, profonde 40 cm, sono le consolle a libro con il cassetto e con il ferro battuto, che aperte arrivano a 80, e la consolle a mezzaluna si apre e diventa un tavolo. Per chi cerca un disegno più rustico ci sono i fratini, fissi o allungabili, e il tavolo con mattarello, con il cassetto e le gambe tornite. In un tavolo allungabile in arte povera le allunghe sono da 40 o 45 cm, e in molti modelli il piano è spesso 5 cm.
Molti modelli si possono avere con le gambe a sciabola, a spillo o tornite. Oltre al noce anticato, i listini propongono il laccato invecchiato in giallo, rosso, nero, bianco, avorio, azzurro e verde, come i mobili laccati in arte povera. Si ordinano su catalogo, e su richiesta si possono modificare le misure.
Nello showroom di Calco, in provincia di Lecco, si scelgono insieme modello, misure e finitura: fissa un appuntamento e porta la misura della stanza. Il tavolo si sceglie insieme alle sedie.
Il vocabolario Treccani spiega che tavolo è ormai la forma più comune per indicare il mobile, soprattutto fuori dalla Toscana, ma che tavola resta la parola giusta per la tavola da pranzo: si compra un tavolo, ma si va a tavola. I tavoli in arte povera stanno esattamente lì in mezzo, perché nascono per la sala da pranzo e per la cucina, dove il tavolo diventa tavola ogni volta che si apparecchia.