Le consolle in arte povera sono mobili stretti e sagomati, con uno o due cassetti, da appoggiare a parete dove non c’è profondità: un ingresso, un corridoio, il fondo di una sala. Per una soluzione completa di specchiera e appendiabiti guarda i mobili da ingresso.
Una consolle vive di poca profondità: per questo sta dove un altro mobile ingombrerebbe, in un corridoio, in un ingresso stretto, sotto una finestra o sul fondo della sala. La consolle 2 cassetti è larga 107 cm e profonda 34, alta 79, con due cassetti sotto il piano; la consolle sagomata è larga 120 cm e profonda 38, con un cassetto e la linea mossa.
Entrambe hanno la loro specchiera, da appendere sopra: quella della consolle a due cassetti ha la cimasa ed è larga 58 cm, quella della consolle sagomata è larga 64. Con la specchiera, una consolle per ingresso diventa il posto dove si lasciano le chiavi e si dà l’ultima occhiata prima di uscire.
Le consolle in arte povera sono in legno massello con finitura noce. Si ordinano su catalogo, e su richiesta si possono modificare misure e finiture: oltre al noce, ogni modello si può avere decapé o colorato, come i mobili laccati in arte povera. Se nell’ingresso serve anche un posto per le scarpe e per i cappotti, guarda i mobili da ingresso; per un mobile ancora più piccolo, con un vano a giorno, ci sono i mobili porta telefono.
Nello showroom di Calco, in provincia di Lecco, si scelgono insieme modello, misure e finitura: fissa un appuntamento e porta la misura della parete.
La parola viene dal francese console: il vocabolario Treccani registra consolle come adattamento toscano, ormai largamente diffuso, e per spiegarla cita Palazzeschi, «una consolle pure di noce e con specchiera intagliata», cioè proprio il mobile di questa pagina. Nell’arredamento il nome è rimasto a indicare un piano stretto appoggiato alla parete, con i cassetti sotto e lo specchio sopra.