Scrittoi e scrivanie in arte povera: si va dal piccolo scrittoio a un cassetto con le gambe tornite alla scrivania da lavoro a cinque cassetti, fino ai modelli porta computer con il vano per la tastiera. Per completare lo studio ci sono i mobiletti e le librerie.
La differenza la fa il lavoro che ci si fa sopra. Per scrivere una lettera o tenere in ordine la posta basta lo scrittoio tornito, 80 per 40 cm con un cassetto, o lo scrittoio 2 cassetti con le gambe tornite, largo 110; lo scrittoio con alzatina ha sopra il piano un’alzatina per le piccole cose. Per lavorare ogni giorno serve una scrivania: quella a 5 cassetti con le gambe a sciabola misura 135 per 66 cm.
Per il computer ci sono due modelli pensati apposta: la scrivania porta computer, 155 per 75 cm con cinque cassetti e un’anta, e lo scrittoio porta computer con due cassetti, 110 per 60. Uno scrittoio in arte povera nasce per la carta, ma queste versioni tengono conto di quello che oggi sta su una scrivania.
Scrittoi e scrivanie in arte povera sono in legno massello con finitura noce. Si ordinano su catalogo, e su richiesta si possono modificare misure e finiture: oltre al noce, ogni modello si può avere decapé o colorato, come i mobili laccati in arte povera. Per completare lo studio ci sono i mobiletti e le librerie e, fra le sedie, la sedia impero.
Nello showroom di Calco, in provincia di Lecco, si scelgono insieme modello, misure e finitura: fissa un appuntamento e porta la misura della parete.
Prima di essere un mobile era una stanza. Il vocabolario Treccani lo fa venire dal latino medievale scriptorium, la stanza in cui si copiavano i manoscritti, e registra ancora il senso di stanza appartata per scrivere e studiare. Solo dopo la parola è passata al tavolo su cui si scrive, e l’esempio che il vocabolario porta è proprio «uno scrittoio di noce».