Le angoliere in arte povera recuperano l’angolo della stanza, che di solito resta vuoto: alte con i ripiani a vista, basse a una o due ante, alcune con l’alzatina sagomata sopra il piano. Ci sono anche i modelli ad angolo con il vano per il televisore, accanto ai mobili porta TV.
La misura che conta è il lato lungo la parete, non la larghezza del mobile. Le più strette misurano 50 cm per lato, come la vetrinetta angolare alta 187 cm, mentre l’angoliera chiusa e quella con anta a vetro occupano 69 cm per lato e salgono fino a 197 cm, con tre ripiani interni. Se l’angolo è vicino a una finestra o sotto un quadro conviene un mobile ad angolo basso: l’angoliera bassa è alta 101 cm e porta sopra un’alzatina sagomata, la credenza ad angolo si ferma a 103 cm con un’anta e un cassetto.
Poi si decide che cosa deve restare in vista. Con l’anta a vetro o con la vetrina ad angolo, alta 203 cm con due ripiani, piatti e bicchieri restano in mostra; l’angoliera con alzata a vetrina mette una base chiusa sotto e una vetrina sopra. Nella stessa sezione ci sono anche i mobili ad angolo per il televisore, a una o due ante con il vano, e la fuciliera ad angolo a sei posti.
Come il resto della collezione, le angoliere sono in legno massello con finitura noce. Si ordinano su catalogo, e su richiesta si possono modificare misure e finiture: oltre al noce, ogni modello si può avere decapé o colorato, come i mobili laccati in arte povera.
Nello showroom di Calco, in provincia di Lecco, si scelgono insieme modello, misure e finitura: fissa un appuntamento e porta la misura dei due lati dell’angolo.
Il vocabolario Treccani la definisce in poche parole: mobile d’angolo, sinonimo di cantoniera. Due nomi per lo stesso pezzo, nato per occupare il punto in cui due pareti si incontrano, dove un mobile dritto lascerebbe un vuoto. Per questo le angoliere in arte povera hanno il fronte che taglia l’angolo e i fianchi appoggiati alle due pareti, e sono fra i pochi mobili che si scelgono partendo dalla forma della stanza.